Il servizio a cura di Nadia Toffa, ed ha avuto origine dalla ricezione di una email da parte di un sedicente ex agente di poker room non ben definita, denominata ".com" ma identificabile certamente con quelle che nell'ambiente sono note come ".retard".
Nonostante un titolo palesemente scandalistico - "Siti di poker che rubano milioni" - la Toffa fa subito un importante distinguo con le poker room provviste di licenza AAMS, e questo già è un fatto importante. Quindi, la giornalista lascia la parola al ragazzo, imbacuccato fino ai capelli come un super-pentito, e con la voce alterata per renderne più difficile il riconoscimento.
Il ragazzo parla di questi siti illegali, che hanno server in paesi i quali non ne controllano le regolarità (peccato nomini anche Malta che però in quanto a controlli non è seconda a nessuno, ndr). Parla di come operano, dei guadagni che generano, di quello che torna(va) in tasca a un agente come lui. Cifre importanti, come 50mila euro al mese, poi rigiocate o parzialmente "regalate" ad altri giocatori per attirarli nella rete.
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